Milano: Camerun vs Camerun

Quando abbiamo conosciuto i Gokickers eravamo appena reduci della premiazione Altropallone a Samuel Eto’o e Pillon; avevamo ancora addosso l’entusiasmo dei camerunesi venuti da molte parti della lombardia e pure da altre regioni (Emilia Romagna, Piemonte) per assistere alla premiazione del loro beniamino.

Samuel si è comportato molto bene nei confronti della comunità dei camerunensi: salutandoli e ringraziando loro per essere venuti.

E tutto questo ha creato una relazione con questa comunità: da quelli che operano nelle Ong a quelli che giocano a calcio dilettantistico, alle semplici persone che lavorano, abitano e vivono in questa nostra Italia.

E poi scopriamo che… esiste una squadra Camerun di Gokickers, composta esclusivamente di bianchi: milanesi, ma ovviamente anche veneti, pugliesi, liguri…

Semplicemente si son voluti chiamare Camerun per la bellezza del paese, per esoticità, per Eto’o, per… caso e per gioco!

E così abbiamo messo in contatto il Camerun di italici-Gokickers con l’Associazione Studenti del Camerun, con alcuni amici del COE… e così è nata la sfida…

Camerun contro Camerun (ricorda un pò Kramer contro Kramer, ma qui la differenza tra le due squadre salterà all’occhio…)

La sfida allenamento Gokick – Baobab è stata vinta 3 – 1 dalla Gockick: vediamo come finisce questa…

Parco Nord: trionfo Gokicker

Riprendiamo in toto quanto scritto da Davide sul blog di GoKick

GRAZIE!

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Grande calcio al Parco Nord domenica 9 maggio alle ore 11. Undici GoKickers scendono in campo per l’amichevole contro i Baobab, squadra formata da ragazzi senegalesi trapiantati a Milano. Campo old school: alberi come pali, terreno sassi, gobbe e zone con erba mai tagliata. Ci guardiamo spaesati, ormai abituati ai terreni sintetici di ottava generazione ed avversari che solitamente non sono in media 20 centimetri più alti di noi. E’ una sfida tra due scuole calcistiche: da una parte quella africana, fisica, rocciosa, dalle buone individualità. Dall’altra quella italiana/europea, più tattica e basata sulla maggiore organizzazione.

La partita inizia e prendiamo piano piano le misure agli avversari, molto veloci ma un po’ confusionari, cerchiamo di tenere la palla bassa perché di testa non c’è storia, la prendono senza bisogno di saltare. Due tre occasioni, sventate dal loro fenomenale portiere (quello della prima squadra che ha vinto il campionato provinciale CSI, e scusate se è poco) ci consegnano il primo tempo ai punti.
Il secondo tempo civede ancora protagonisti anche se in difesa si soffre più del dovuto. Uno scatto di Deny sul filo del fuorigioco ci permette di guadagnare un giusto penalty trasformato dallo stesso Deny. I Baobab non ci stanno e si buttano in attacco con maggior vigore trovando il pareggio dopo una decina di minuti. Senza perdersi d’animo i nostri eroi (Luìs mi ha autorizzato a utilizzare la parola in questo frangente) continuano ad attaccare cercando di rintuzzare le loro ripartenze sostenute da quattro/cinque giocatori sempre pericolosi. Ancora un doppio Deny in forma smagliante, nonostante la levataccia domenicale, porta il risultato sul 3 a 1 (dopo un gol-fantasma da 30 metri annullato dal Sindaco ad ampi gesti urlando “Regolamento, regolamento, la palla ha preso le foglie, è fuori!!“, sarebbe stato il 2 a 2). Fischio finale su richiesta “Arbitrooooooooo, quanto manca?” e grande gioia per la compagine GoKick!

Bell’esperienza, voglia di giocare semplice, proprio come un tempo, proprio come la partita al parchetto ti spinge a fare. Ho visto sguardi dubbiosi all’inizio, doamande stampate in faccia a tutti: “Ma giochiamo qui? E le porte? Il campo è pieno di buche…“. Ma già a fine primo tempo c’era la voglia di portare al termine la partita con una bella vittoria, di confrontarsi con gli avversari, come il più bello dei tornei. Ad un certo punto ho visto una trentina di persone attorno al campo che guardavano la partita, famiglie e anziani con la bicicletta, veramente una bella sensazione.

Parco Nord: Gokick e Baobab

Gli incontri migliori sono quelli non programmati. E proprio la spontaneità del calcio è uno dei fili che lega L’Altropallone e Gokick. L’obiettivo di entrambi è infatti quello di far incontrare le persone attraverso la magia del calcio giocato.
Tra due realtà così non poteva che scattare un colpo di fulmine!

E infatti è già gioco di squadra:

il primo appuntamento è per domenica 9 maggio alle 11, al parco Nord, per la sfida tra Gokick e Baobab, squadra di giocatori senegalesi che Altropallone ha aiutato a costituirsi in associazione sportiva per  la partecipazione a tornei CSI.

Ma questa è solo la prima di una serie di iniziative insieme!

Avvenire

AltriMondiali by matatu: il 18 aprile a pagina 17 e pagina 19 de l’Avvenire.

Grazie a Damiano Tommasi e a Massimiliano Castellani.

dall’editoriale: ALTRO CHE I MONDIALI: UN PULLMINO PORTA IL VERO CALCIO IN AFRICA di Damiano Tommasi

“Altro che mondiali! «AltriMondiali» in matatu attraverso l’Africa con obiettivo Johannesburg. Il prossimo mondiale di calcio in Sudafrica sarà seguito da un’esperienza del tutto particolare.

«Altro che i mondiali!», verrebbe da dire, un matatu , un pullmino tipico usato nell’Africa per muovere gente e cose, un gruppo di ragazzi e tanta curiosità di vivere il calcio di strada.

Partenza da Milano, alcune tappe in Italia e poi via, in Africa attraverso i villaggi di Tanzania, Zambia, Sudafrica e non solo ad incontrare le Ong operanti nella zona e le popolazioni che non sentiranno il clamore del Calcio Mondiale. Filo conduttore sarà, invece, il calcio in ombra, il calcio silenzioso e vivo delle periferie. Un pallone come scusa, un viaggio attraverso la polvere del calcio di strada.

«Altrimondiali» ha l’obiettivo di essere una lente d’ingrandimento a rimorchio del grande evento. Ci saranno le attrezzature per un campetto da calcio improvvisato, un pallone, una cinepresa, una macchina fotografica, i diari dei protagonisti. Tutto per raccontarci un’altra Africa che gioca a calcio. Ho viaggiato anch’io molto

con la scusa di un pallone e mi sono accorto che è un giocattolo magico. Un rompighiaccio formidabile che coinvolge immediatamente. “

da Il pullmino in giro per l’Africa carico di palloni e speranze di Massimiliano Castellani

« Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di ispirare, ha il potere di unire un popolo, come poche altre cose fanno». È una delle tante verità pronunciate dal Madiba , la grande anima del Sudafrica Nelson Mandela. …….. Nel pullmino bianco del progetto «AltriMondiali. To South Africa by Matatu» – organizzato dalle Ong lombarde CoLomba e Altropallone -, viaggeranno solo in sette.

Sono quasi tutti under 30, tre italiani e quattro kenyani, per quella che si annuncia come la prima vera missione del «calcio for Africa». «Si tratta di un’idea che è venuta fuori parlando, tra amici: portare la nostra solidarietà utilizzando uno strumento universale e di grande coesione sociale come il calcio di strada, l’unico rimasto ancora autentico e pulito». È stata questa la scintilla, ci informa Luca Marchina «conducente di matatu », bresciano, da quasi 3 anni in Kenya presidente di Karibu Afrika. « Karibu , in lingua swahili vuol dire ‘benvenuto’. E noi, con il nostro matatu che trasporterà palloni, porte da calcetto, maglie, pettorine e tirarighe per tracciare le linee del campo improvvisato, il benvenuto lo daremo a tutti quelli che ad ogni sosta aderiranno alle nostre partite». ….

……«Il rischio – conclude Michele Papagna, fondatore dell’Altropallone  – è quello che una volta spenti i riflettori degli stadi sudafricani, tutto torni inesorabilmente come prima, ma la speranza che qualcosa cambi e che il futuro di questo continente possa essere migliore lo avverti anche nei più giovani di un’Africa che oggi più che mai è in fermento». È l’effetto dello «Yes we can» di Barack Obama che infiamma e alimenta la speranze di tutti i neri africani che, dalla baraccopoli di Mathare, fino allo slum di Soweto, oggi pensano «anch’io posso farcela». Un pallone e una partita non possono cambiare il destino di un popolo e tanto meno del mondo, ma forse è arrivato il momento di ascoltare la voce di Mandela e di interrogarsi con le sue parole: «Se io non so cambiare quando le circostanze lo impongono, come posso chiedere agli altri di cambiare?».

Buon viaggio matatu.

Abbiamo fatto 13


Guarda il video della 13° edizione.

I premiati sono stati:

Samuel Eto’o per essere insieme testimone del calcio africano e promotore concreto e
continuativo di azioni di solidarietà per l’infanzia e l’adolescenza africana
attraverso la sua Fondazione

e Giuseppe Pillon per il suo grande gesto di fair play:
fermare la propria squadra
per riportare in parità il risultato.
Per la Giuria ha fatto la cosa giusta
e ha dato un bell’esempio, per il mondo del calcio, per lo sport, per i giovani, per tutti.

E’ stata anche l’occasione per iniziare a parlare di altro….e di AltriMondiali!

EcoRadio: in vista dei Mondiali…

Unire i valori migliori dello sport con quelli del dialogo e della cooperazione fra i popoli per mostrare un volto diverso dell’Africa: è questo l’obiettivo della campagna Altrimondiali 2010 lanciata dalla Associazione L’AltroPallone in collaborazione con Colomba Onlus.

Il calcio diventa, quindi, un momento non solo di visibilità per il continente nero ma anche di riscatto sociale. L’incontro con i giovani e la loro sensibilizzazone saranno al centro dell’iniziativa che coinvolgerà numerose città italiane e altrettante realtà africane.

Ascolta QUI l’intervista a Michele Pagagna, coordinatore dell’iniziativa.