alla Casa del Giovane e alla Legautonomie Lombardia, l’ottava edizione del premio sPace

VIII sPace.
in concomitanza al premio l’Altropallone, il premio sPace, all’ottava edizione viene assegnato a
Casa del Giovane e Legautonomie Lombardia.
l’Altropallone, vent’anni di sport per la pace e la solidarietà.
eVenti.
giunto alla ventesima edizione, il premio l’Altropallone viene assegnato a
Alex Zanardi
la scommessa della vita.
la data delle premiazioni sarà comunicata a Gennaio 2017.
Gianni Mura
Presidente della Giuria premio l’Altropallone
Gianni Di Domenico
Presidente Altropallone Asd Onlus
Michele Papagna
Coordinatore
Segreteria dei Premi
Altropallone Asd Onlus, SportHello, Via Venini 34, 20127 Milano tel.0284259130-1
email altropallone@gmail.com sito www.altropallone.it ufficio stampa cell. 3317504073
facebook: laltropallone.onlus instagram: @altropallone_asd_onlus
c.f.: 97368740151 Iban IT50W0558401661000000002204
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eVenti: a Alex Zanardi l’Altropallone, la scommessa della vita

eVenti.
giunto alla ventesima edizione, il premio l’Altropallone viene assegnato a
Alex Zanardi
la scommessa della vita.
VIII sPace
in concomitanza, il premio sPace, all’ottava edizione viene assegnato a
Casa del Giovane e Legautonomie Lombardia.
l’Altropallone, vent’anni di sport per la pace e la solidarietà.
la data delle premiazioni sarà comunicata a Gennaio 2017.
Gianni Mura
Presidente della Giuria premio l’Altropallone
Gianni Di Domenico
Presidente Altropallone Asd Onlus
Michele Papagna
Coordinatore
Segreteria dei Premi
Altropallone Asd Onlus, SportHello, Via Venini 34, 20127 Milano tel.0284259130-1
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l’Italia della Legalità: video e rassegna stampa XVII l’Altropallone e V sPace

CesarePrandelliGianniMura40

Ecco il nostro Video, realizzato da Emy Zanenga:

-> su Youtube: XVII l’Altropallone a Cesare Prandelli – V sPace alla II Casa di Reclusione di Milano, carcere di Bollate

-> su Facebook: XVII l’Altropallone V sPace video su Facebook

Quanto ad altri video (pubblicità compresa) segnaliamo uno piccolo, molto carino, di Repubblica.Tv di Francesco Gilioli che intervista Nazzareno Prenna, Allenatore della II Casa di Reclusione di Bollate:

“…a me l’indulto m’ha rovinato…”: Nazzareno Prenna, allenatore della II Casa di Reclusione di Milano (carcere di Bollate)

Questo è un video pubblicato su il Giorno: Un ct per la legalità e contro il razzismo a Prandelli il premio XVII Altropallone

Qui una video-intervista a Guido Podestà, presidente della Provincia di Milano

Diversi i video in cui i giornalisti hanno puntato , com’è ovvio, al calcio “chiacchierato”:

questo è del Corriere della Sera

questo è di Repubblica

Tra gli articoli che parlano del “calcio che fa pensare”, segnaliamo:

Il Giorno, di Daniele Monaco

l’Avvenire, di Massimiliano Castellani

Famiglia Cristiana, di Elisa Chiari

Le foto le trovate sulla pagina Facebook:

Pagina Facebook l’Altropallone

Numerosissime le citazioni sui siti web. 

Arrivederci agli AltriMondiali 2014: quest’anno si chiameranno TR4ST The Rules For Sport Talents L’Altra Metà dello Sport

 

 

 

La lezione di Josefa (Sefi) Idem: video, articoli, foto

Ecco il Video, realizzato da EmyZanenga:

L’Altropallone a Josefa Idem

A questo link trovate alcune foto pubblicate da Repubblica.it

Foto su Repubblica.it

Altre foto le trovate sulla pagina Facebook:

Pagina Facebook l’Altropallone

Segnaliamo inoltre questo bell’articolo di SportivamenteMag:

La lezione di Josefa (Sefi) Idem

e quest’altro di Stefano Piazza:

L’Altropallone premia ilministro dello sport (il prossimo)

 

 

 

 

Beni confiscati alle mafie, arriva l’agenzia regionale



A Milano sono oltre 250 i beni sottratti alla criminalità organizzata. 104 sono immobili affidati al Comune. Lo scopo del nuovo ente è dare loro una nuova vita

 

A Milano la mafia esiste, non come cultura omertosa ma come utilizzo sul territorio del denaro per reinvestire i capitali», aveva detto, lo scorso 19 dicembre, il ministro degli Interni Annamaria Cancellieri, durante l’inaugurazione della sede regionale dell’Agenzia per i beni sequestrati e confi-scati alle mafie, in via Moscova 47. Un nuovo ufficio — il primo nel Nord Italia

che si è aggiunto a quello centrale di Reggio Calabria e alle sedi distaccate di Roma e Palermo.

Nel capoluogo meneghino oggi sono oltre 250 i beni sottratti alla criminalità organizzata ed entrati a far parte del patrimonio demaniale. La legge prevede che lo Stato, quando non è possibile o non c’è l’interesse a trasformarli in uffici o locali pubblici, li affidi al Comune su cui sorgono, oppure alla Provincia o Regione. «Ma solo in via subordinata, perché vale il principio che ad occuparsene sia l’ente territoriale più vicino», spiega l’avvocato Ilaria Ramoni, referente a Milano di Libera, associazione attiva da 17 anni nella lotta alle mafie. Al Comune di Milano sono stati affidati in gestione 104 immobili, per 97 dei quali è già stato firmato un contratto di comodato d’uso gratuito in favore di enti, cooperative sociali e associazioni, che hanno il compito di restituire loro una seconda vita. Ma la procedura per dare una nuova veste a locali fino a poco tempo prima utilizzati per scopi illeciti è tutt’altro che snella. Ed è proprio questo uno dei punti in cui si inserirà il lavoro della neonata Agenzia. A spiegarlo è lo stesso direttore, Nunzio Trabace «Finora bisognava aspettare che la confisca fatta dall’autorità giudiziaria diventsasse definitiva, prima di poter cominciare a pensare alla destinazione del bene. Questo voleva dire perdere, dopo il terzo grado di giudizio, diversi mesi per pianificare e organizzare. Non appena i regolamenti dell’Agenzia saranno operativi, invece, tutto questo potrà essere fatto già dopo la sentenza di primo grado», Cioè nel momento in cui il bene non è più nella disponibilità del proprietario ma non appartiene ancora al Demanio. «In questo modo – continua Trabace -dopo l’ultima sentenza saremo già pronti». Ridurre i tempi della fase tra la confisca e l’assegnazione del bene è un ottimo traguardo anche secondo Ilaria Ramoni. Che aggiunge: «Capita di frequente che in questi immobili ci siano degli occupanti abu-sivi, o che su di essi insistano fideiussioni bancarie. Giocare d’anticipo aiuterà a evitare che i beni vengano consegnati alle associazioni già estremamente deteriorati. E quindi agevolarle nella riutilizzazione». Il ruolo dell’Agenzia, conferma Trabace, «è di sostituire in parte il Demanio e la Prefettura». Quest’ultima nell’attività di controllo, il primo nei rapporti con gli enti locali: «Non c’è solo Milano, noi ci occupiamo di tutti i comuni lombardi. Ce ne sono alcuni, magari più piccoli, che fino a poco tempo fa avevano beni inutilizzati da anni. Sostenevano di non avere soldi a dispo-sizione, ma non sapevano neanche che la Regione stanziasse appositamente dei fondi». Con l’ultima delibera del 20 dicembre scorso, il Pirellone ha destinato due milioni di curo alla riqualificazione delle ex proprietà di mafiosi. A Milano l’Agenzia dovrà coordinare la sua attività con quella dell’amministrazione comunale. La nuova giunta guidata da Giuliano Pisapia ha preso a cuore la questione dei beni confiscati, creando una commissione ad hoc che si occupa di tenere un filo diretto con le associazioni assegnatarie e di verificarne la gestione. La nuova assemblea è composta da otto persone, provenienti in parte dall’assessorato alle Politiche sociali e in parte da quello alla Casa. «La politica della precedente amministrazione era quella di assegnare i beni e chiudere il fascicolo. Oggi vogliamo invertire la tendenza, dialogando con le associazioni e monitorando il loro operato», spiega Seble Woldeghiorghis, dell’assessorato guidato da Pierfrancesco Majorino. La verifica ha fatto scattare, in un caso, la revoca dell’assegnazione dell’immobile. E’ successo con la Edint, associazione che si occupa di formazione culturale, «Il progetto che avevano presentato — grazie al quale avevano ottenuto il comodato d’uso gratuito – promuoveva lo sport come strumento di coesione sociale. Ma nonostante il bene fosse stato assegnato loro due anni fa, ci siamo accorti che non avevano avviato alcun tipo di attività,

E, anzi, non avevano neanche pagato le spese condominiali, tanto che il Comune si è dovuto accollare più di 10 mila curo», racconta Woldeghiorghis. Ma l’obiettivo principale, sottolinea Woldeghiorghis, «è soprattutto quello di ascoltare le istanze delle associazioni». Il lavoro di chi ottiene in affidamento un bene, sostiene, è meno facile di quanto sembri; «In genere quando si parla di immobili tolti alla disponibilità delle mafie si pensa a grosse ville o a campi agricoli. Ma qui da noi, al contrario di quello che accade al Sud, il più delle volte si tratta di piccoli spazi, di 25 metri quadrati o anche meno, spesso fatiscenti, per i quali l’attività di recupero è più impegnativa».

Ne sa qualcosa Michele Papagna, che insieme ad altri volontari dell’associazione Altropallone gestisce “Sporthello“. Gioco di parole azzeccatissimo per

designare il piccolo ufficio al civico 34 di via Venini, in cui aiutano gli stranieri regolari a costituire società sportive e iscriversi a gare ufficiali. «Credo che il nostro sia il locale sequestrato più pic-colo della città: 23 metri quadrati», dice Papagna. Lo hanno avuto in gestione a fine dicembre 2010, ma ci hanno dovuto lavorare parecchio prima che diventasse agibile: «Abbiamo impiegato quasi sei mesi per ristrutturarlo e imbiancarlo. Da anni non vedeva anima viva, era anche senza corrente elettrica». Prima del sequestro era un negozio di antiquariato. Almeno ufficialmente, perché dietro c’era un giro di prestito di denaro a tassi di usura. Oggi, a turni di due persone, í volontari di ‘Sporthello” spiegano agli immigrati come dotarsi di un codice fiscale e sbrigare tutte le pratiche necessarie a creare una società o un’associazione sportiva. «Siamo aperti soprattutto il pomeriggio, in genere fino a tarda sera – continua Papagna -perché da noi vengono soprattutto giovani adulti tra i 20 e i 30 anni, la maggior parte dei quali durante il giorno lavora». Gli inconvenienti però sono sempre dietro l’angolo: «Ci sarebbe ancora molto da migliorare, ad esempio avremmo bisogno di un impianto di riscaldamento e di infissi nuovi alle finestre: d’inverno soffriamo il freddo e d’estate soffochiamo per il caldo», La Commissione comunale è nata proprio per risolvere problemi di questo tipo. E per questo, nel novembre scorso, è stato firmato con l’associazione Libera un protocollo d’intesa, che promuova il dialogo con le diverse realtà organizzative. A inizio marzo è fissato il primo incontro, «È importante valorizzare questo principio: avere in gestione dei beni confiscati per un’amministrazione comunale deve essere un onore e non solo un onere», sottolinea Ilaria Ramoni. In questi giorni palazzo Marino deve decidere a chi assegnare altri quattro immobili, due appartamenti e due locali commerciali. «Abbiamo avuto 32 richieste», spiega Seble, «e non è una scelta facile: vorremmo che i progetti siano sempre più rispondenti ai bisogni del territorio». Le tre priorità. le indica l’assessore Majorino: «Lotta alla povertà, promozione della socialità tra giovani e cultura, soprattutto intesa come cultura della legalità».

 

Giuliana De Vivo

giulianadevivo@libero.it

 

da MM n4


Al calcio serve un miracolo

La malattia del business e dell’azzardo
di Luigino Bruni.

Un bell’articolo di Luigino Bruni uscito sull’Avvenire il 30 maggio e segnalatoci da Cogito Ergo Sum, della Fondazione Roberto Franceschi Onlus.

L’ennesimo, e ogni volta più esteso e grave, scandalo del calcio scommesse è sintomo di una malattia molto seria del calcio e di gran parte dello sport professionistico. Una malattia che è così pervasiva e ormai così avanzata da non essere forse più curabile, a meno di un “miracolo”. Gli arresti, le perquisizioni e gli avvisi di garanzia sono, infatti, la punta d’iceberg di una cultura calcistica totalmente in mano al business, e alla sua parte più speculativa. I principali segni della malattia sono due: la pay-tv che ha ormai occupato tutti i campionati professionistici, e le società di scommesse che sono diventate grandi sponsor delle squadre di vertice.

Quando le televisioni for-profit prendono in mano il calcio, i guadagni per i diritti televisivi diventano i veri dittatori di società e della stessa Lega calcio: determinano calendari e ritmi e orari delle partite, che fuoriuscite dalla domenica pomeriggio non sono state spostate al sabato come si auspicava un tempo, ma stanno occupando tutti i giorni della settimana, scompaginando i palinsesti televisivi e gli stili di vita delle famiglie. In troppe case si pranza la domenica in compagnia della partita di mezzogiorno, e si cena assieme a quella serale: addio festa della relazioni! Ottima immagine del mercato capitalistico, a sua volta fuoriuscito dal proprio ambito occupando la vita dei popoli.

Ancor più grave, sebbene collegato a questa prima anomalia, è l’abbraccio mortale tra mondo delle scommesse e calcio professionistico. Un intreccio grave per molte ragioni. Innanzitutto, alimenta la cultura della scommessa, che sta prendendo piede in modo esponenziale soprattutto tra i soggetti più fragili, producendo tragedie di cui troppe famiglie sono testimoni e vittime, anche perché le stesse società sponsor delle squadre di calcio sono anche proprietarie delle concessioni di slot machine, del pocker online, e di molta altra roba. Questi circenses rubano il panem dei poveri, con la grave connivenza della politica e delle istituzioni, e di noi cittadini silenti e inermi. Inoltre, per questa via si rafforza l’illusione che ci siano scommesse buone (quelle legali delle grandi società) e scommesse cattive, dimenticando quanto ci dicono i dati, e cioè che si passa molto rapidamente dalle scommesse lecite a quelle illecite, e che il mercato delle scommesse “buone” e quello delle scommesse “cattive” hanno ampie aree di sovrapposizione. Per questo è ridicolo, se non fosse eticamente molto grave, ascoltare le patetiche raccomandazioni sul non giocare troppo a conclusione delle omnipresenti pubblicità di scommesse: viene da chiedersi se tra poco non leggeremo anche nei pacchetti di sigarette “fuma senza esagerare” o “fuma il giusto”. Nelle scommesse ci sono gli stessi fenomeni di dipendenza e assuefazione presenti nel fumo e nelle droghe, lo andiamo ripetendo su queste colonne, flatus vocis, da troppo tempo, e continueremo a farlo.

È questa stessa cultura che porta i dirigenti delle società di calcio e delle istituzioni calcistiche a stracciarsi ogni volta le vesti di fronte allo scandalo di turno. Ma tutti restano sempre al loro posto. Nessuno si dimette e nessuno ha la forza e, forse, la voglia, di cambiare un sistema calcistico dove non si cerca più lo sponsor per giocare, ma si gioca per far guadagnare gli sponsor e far andare a mille il business che ruota attorno.
Il mercato for-profit non deve entrare in tutti i luoghi dell’umano. Ci sono ambiti che sono eminentemente civili, dove cioè l’aspetto economico è funzionale all’attività non economica che si svolge – istruzione, arte, cultura, sanità, sport – e non viceversa; perché quando l’ordine mezzo-fine si inverte, si finisce per riempire questi mondi non con persone appassionate e con un po’ di vocazione, ma con cercatori di profitti che trattano le squadre di calcio e lo sport con la stessa logica con la quale trattano i fondi speculativi e le slot machine. Quel qualcosa di civile, e di innocuo, che ci può anche essere nelle scommesse (che hanno sempre accompagnato lo sport), quando viene catturato da agenti speculativi senza scrupoli produce soltanto cattivi frutti, individuali e sociali.

La storia ci racconta che il movimento del mercato non è unidirezionale: non ha solo e sempre occupato nuovi territori, ne ha anche abbandonato alcuni, retrocedendo. Tra medioevo e modernità due tra i principali mercati erano quello delle reliquie dei santi e quello degli schiavi. Oggi i popoli e i Paesi democratici hanno allontanato i mercanti da quei “luoghi” (sebbene sia necessario vigilare perché non ci tornino, sotto altre spoglie). E questo significa che cambiare si può. Se oggi vogliamo salvare il calcio dalla sua terribile malattia, dobbiamo far retrocedere il business speculativo, di cui le scommesse sono un’espressione. Ma occorre un autentico “miracolo”, che si chiama volontà e forza della politica, delle istituzioni sportive e, non per ultimi, di noi cittadini, che possiamo e dobbiamo fare di più per pretendere uno sport vero e pulito.
Luigino Bruni, www.avvenire.it
30 maggio 2012

Il Matatu alle falde del Kilimangiaro. Grazie Licia, bravo Emiliano.

Il pallone… che unisce i popoli. Accade nel corso di Altrimondiali, dove un gruppo di ragazzi italiani e keniani ha percorso, a bordo di un pulmino, 15.000 chilometri ed attraversato 9 Paesi africani ed è riuscito a far incontrare attraverso il gioco del calcio, persone di ogni etnia superando dissidi e pregiudizi. Emiliano Corbetta dell’associazione Altropallone Onlus in studio per raccontare questa esperienza.

Per chi non l’avesse vista, questo il link dell’intervento Altrimondiali: video: il Matatu alle falde del Kilimangiaro, 26-2-12

Bravo Emiliano, grazie a Licia Colò e a tutta la trasmissione. Grazie a Antonella, Davide e Luca, di Guna..


 

 

Campioni per l’infanzia: 23.1.12 a Cordoba e Seedorf

Altropallone (premio)

I premiati per l’impegno a favore dell’infanzia disagiata saranno, dopo il derby di Milano, Cordoba e Seedorf. Ottima scelta, ha commentato il presidente della giuria. Io. Voto ai due: 8.

Gianni Mura, Repubblica.it/100_nomi_dell’anno_29.12.2011

grazie Presidente!

 

 

l’Altropallone, consegna 23.1.12 dalle ore 13 a Palazzo Isimbardi, Corso Monforte 35, Milano

 

 

 

 


Ivan Cordoba, difensore colombiano con cittadinanza italiana, gioca nell’Inter.

Ha creato la fondazione “Colombia te quiere ver”per aiutare bambini non vedenti in stato d’indigenza.colombia te quiere ver. Iván Ramiro Córdoba Sepúlveda è difensore dell’Inter e della Nazionale colombiana. L’8 luglio 2011 riceve la cittadinanza italiana dal sindaco di Cassina Rizzardi (Como), località nella quale risiede dal 2000.

Clarence Seedorf, centrocampista olandese, gioca nel Milan.

Ha fondato “Champions for Children” per promuovere l’educazione attraverso lo sport in aree del mondo dove i bambini vivono situazioni di disagio a cominciare dal Suriname di cui è originario.champions for children. Il 28 aprile 2011 è stato insignito come “Cavaliere dell’Ordine Orange-Nassau” per i suoi meriti sportivi e l’ eccezionale impegno sociale.

E’ una vittoria di due campioni di solidarietà, due amici che hanno dedicato, da tanto tempo, attenzione, passione e impegno concreto a sostegno dell’infanzia e dell’adolescenza sfortunata attraverso le fondazioni “Colombia te quiere ver” e “Champions for Children”. E’ una vittoria del calcio umano, pulito e solidale.

 

Premio sPace III edizione: San Giuliano Terme (Pisa)

 

E’ giunta alla terza Edizione il Premio sPace – sport per la pace/spazio alla pace – che segnala l’Ente locale particolarmente distintosi per aver coniugato lo sport alla partecipazione, alla cooperazione e alla coesione sociale. Dopo Cinisello Balsamo e Gessate, il premio va a San Giuliano Terme (Pisa) che si segnala per il tema sport, educazione e legalità. L’8 ottobre 2011 a San Giuliano Terme nella V Giornata della Legalità si è giocata una partita tra la Nazionali Italiana dei Magistrati e la Nazionale Italiana Sindaci, onlus in cui il sindaco e il comune di San Giuliano Terme sono molto attivi.San Giuliano Terme.

 

 

 

 

 

 

 

La cerimonia della consegna dei premi si terrà a Milano il 23.1.12.

___________________

Auguri di buon Natale e felice anno nuovo

Gianni Mura, presidente Giuria

Gianni Di Domenico, presidente Associazione

Michele Papagna, coordinatore

Silvia Re, tesoriere

 

incrocinews.it/altropallone-contro-il-razzismo

grazie agli amici della Baobab che ha portato che hanno portato lo striscione a Firenze incrocinews.it/altropallone-contro-il-razzismo

MILANO: mercoledì 14.12.2011 presidio ore 18 davanti alla Prefettura, sabato 17.12.2011 manifestazione da Piazzale Loreto (ang.Via Padova) ore 14,30. CINISELLO BALSAMO domenica 18.12.2011 quartiere Sant’Eusebio dalle 14 alle 20.

Altropallone Asd Onlus, Baobab Asd, Faraoni Asd, Acea Onlus, Accesso Coop.Sociale aderiscono ed invitano tutti a partecipare alle iniziative indette in seguito alla uccisione di tre cittadini senegalesi a Firenze da parte di un membro di Casa Pound e il ferimento di altri, avanti alla prefettura di Milano.

Questo episodio avviene a pochi giorni da un altro grave fatto razzista accaduto a Torino dove è stato incendiato un campo Rom.

Di fronte a questa ondata di violenza razzista chiamiamo tutta la cittadinanza a sostenere le iniziative e Milano, Firenze e ovunque.

Nella Giornata di Azione Globale di Domenica 18 dicembre 2011 Altropallone onlus e Baobab asd in collaborazione con il Comune di Cinisello Balsamo, organizzano untorneo multiculturale, interetico, e solidale, al quartiere A Sant’Eusebio di Cinisello Balsamo, via Cilea 50-66 dalle 14:00 alle 18:00. Al Campo di Quartiere giocheranno 6 squadre particolari composte da migranti senegalesi e egiziani, rifugiati libici e ragazzi italiani, e dalle 18,30 alle 20,00 al Centro Civico di Via Giolitti 8 si terrà la premiazione del torneo.

Considerando la gravità dei fatti appena accaduti il torneo e la festa prevista diventano l’occasione per ribadire la nostra contrarietà a ogni forma di razzismo e il nostro impegno per valorizzare la dignità di tutte le persone, migranti, rifugiati e italiani.

 

Altropallone Asd Onlus, Baobab Asd, Faraoni Asd, Acea Onlus, Accesso Coop.Sociale

www.consumietici.it www.altrimondiali.it www.globalmigrantsaction.org