Al mattino si è tenuta a Palazzo Isimbardi, sede della Provincia di Milano, la premiazione della decima edizione del premio alternativo l’Altropallone.
Ad aprire la conferenza stampa Costanzo Ariazzi, Presidente della commissione provinciale dello sport, che ha portato i saluti e il messaggio dell’Assessora Irma Dioli.
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“L’Altropallone è da dieci anni un appuntamento di grande valore e siamo lieti di aver contribuito anche quest’anno alla sua realizzazione” dichiara Irma Dioli, Assessora allo sport della Provincia di Milano “Tutti i protagonisti della squadra del “Gabbiano”, che oggi premiamo, compiono ogni giorno un lavoro molto complesso …Questo progetto dimostra quanto sia importante il ruolo dello sport come concreto momento di aggregazione, solidarietà e superamento di ogni barriera”. |
Per introdurre i premiati è stato proiettato il trailer del film “Matti per il calcio”
(visionabile sul sito www.mattiperilcalcio.it).
Gianni Mura, giornalista de La Repubblica e Presidente della Giuria e Milly Moratti, Madrina del Premio, hanno introdotto e presentato il percorso compiuto in questi 10 anni da l’Altropallone: dal premio del 1997 a Paolo Rossi fino a quello del 2005 consegnato a Lilion Thuram a Quarto Oggiaro, passando per Gino Strada, padre Kizito Sesana, Ivan Zamorano e Javier Zanetti.
Michele Papagna, coordinatore de l’Altropallone, si è fatto portavoce di Damiano Tommasi, membro della Giuria e premio l’Altropallone 2000, che ha fatto pervenire un messaggio per questo evento direttamente dalla Spagna, dove è impegnato con il Levante.
“Mi dispiace oggi non poter essere alla premiazione… Colgo l’occasione per complimentarmi con Volfango De Biasi, Mauro Raffaeli, Francesco Trento e tutta la squadra del Gabbiano per il loro sorriso e il loro impegno che sono veramente contagiosi...E poi volevo complimentarmi con tutti quei <Matti per la Pace> che hanno creato e condotto l’Altropallone in questi primi 10 anni”
Presente alla cerimonia anche don Virginio Colmegna, che ha sottolineato l’importanza di creare nuovi approcci alla diversità anche per una realtà come Casa della Carità. Con il calcio, senza bisogno di parole, solo scendendo in campo. Don Colmegna ha voluto anche ricordare la crescita e gli stimoli raccolti dall’accogliere presso la loro struttura la Yassets Sport e la Free Palestine, le squadre solidali internazionali che hanno preso parte a giugno al nostro AltriMondiali.
Una bella sorpresa è stato l’arrivo in sala di Massimo Moratti, presidente dell’Inter, che ha tenuto a sottolineare il suo personale appoggio al Premio e alla visione del calcio e, più in generale, dello sport che vuole promuovere: strumento di inclusione e di cura, di passione e incontro. In particolare progetti come quelli del Gabbiano hanno il pregio di vincere al di là del risultato ottenuto sul campo da gioco.
Candido Cannavò, ex direttore della Gazzetta dello Sport, si è detto felice di un’iniziativa nata e cresciuta per sostenere e promuovere la solidarietà in ambito sportivo e si è congratulato particolarmente per la scelta di destinare il premio di quest’anno ad un progetto che vuole eliminare barriere e pregiudizi nei confronti di chi è visto diverso.
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Sullo stesso tono anche l’intervento di Antonio Iannetta, Presidente di UISP Milano, che ha portato anche i saluti di Filippo Fossati, Presidente nazionale di UISP, impossibilitato a partecipare personalmente all’iniziativa per la conferenza stampa organizzata a Roma per presentare due workshops che si terranno a Nairobi il 22 e il 23 gennaio in occasione del World Social Forum sul tema dello sport come strumento di Pace e aggregazione. Promotori di questi due incontri di respiro internazionale UISP, Libera e l’Altropallone.
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Il premio è stato consegnato direttamente nelle mani dei giocatori del Gabbiano, del Dott. Mauro Raffaeli, direttore del progetto, di Volfango De Biasi, regista, autore e produttore, e Francesco Trento, autore e produttore, del film e del libro “Matti per il calcio” di cui la squadra è protagonista corale.
Il dott. Raffaeli ha tenuto a sottolineare che “…oggi siamo qui a ricevere questo premio, ma quando abbiamo iniziato eravamo ancora nel periodo in cui questi ragazzi che andavano a giocare a calcio venivano visti con sospetto…”.
Nel gruppo del Gabbiano in trasferta da Roma sono tutti in divisa bordeaux, pazienti e operatori sanitari.
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Grazie al calcio si riesce a superare la linea di confine fra chi cura e chi viene curato, a creare un rapporto diretto e autentico.
Breve l’intervento di Volfango e Francesco: un “grazie” di cuore e la precisa volontà di lasciare ai ragazzi tutti gli onori “sono loro i veri protagonisti di questo lavoro”. La loro speranza è che questi AltriCampioni e il loro progetto possano avere un’ulteriore risonanza nei prossimi mesi.
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Terminata la cerimonia di premiazione, tutti i presenti hanno potuto pranzare con un buffet allestito dalla cooperativa ACCESSO, interamente realizzato con prodotti equi e solidali.
Perché la creazione di un Mondo più giusto non passa solo dal pallone da calcio…
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Una breve sosta e poi tutti al campo sportivo comunale di Opera.
Alle 15:00 è ora di giocare! Un calcio solidale, multiculturale, per la Pace.
Oltre al “Gabbiano”, scendono in campo la “Non Violenti per Passione” (formata da ospiti e operatori di Casa della Carità) e due rappresentative misti: una rappresentativa di Opera e una squadra nata dal campo rom di Opera.
Presenti sulle tribune anche rappresentanti istituzionali del Comune: Riccardo Borghi, Assessore allo Sport, e Matteo Armelloni, Assessore alla Solidarietà Sociale.
In finale il Gabbiano ha battuto la rappresentativa operese. Una trasferta di tutto rispetto per la squadra già Campione d’Italia fra i dipartimenti di Salute mentale.
In campo e sugli spalti ha vinto, però, soprattutto la voglia di integrazione e di tranquillità, di poter per un pomeriggio giocare a calcio e comportarsi come se tutto fosse normale.
Mentre alle formazioni venivano consegnate le coppe messe a disposizione dalla Provincia di Milano, è stata fatta una richiesta precisa direttamente a Michele Papagna, coordinatore de l’Altropallone: “…a quando le prossime partite? Vogliamo giocare anche noi piccoli…” A porre la domanda i bambini del campo nomadi di Opera, figli e fratellini dei giocatori, venuti a fare il tifo. Negli occhi la stessa voglia di libertà e tranquillità che abbiamo già visto nei ragazzi dei campi profughi di Gaza. Una cosa che fa pensare.
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La risposta è stata un sì: altro lavoro per questi “Matti per la pace”.
A presto, quindi, con nuove iniziative nei campetti delle periferie del Nord e del Sud del Mondo.
Infine, ma non per importanza, il ringraziamento va anche a tutte le persone che hanno collaborato e partecipato alla giornata non sul palco, dietro le quinte e sul campo: Federico Ceratti, Gianni Di Domenico, Davide Baccarini, Luca Colombo, Myrna Gil, Paula Zanetti, Massimiliana Deluca, Sergio Saladini, Pino Candido, Andrea Savi, Luisa Motta, Silvia Re, Elisabetta Sfondrini e le volontarie servizio civile Acea don Massimo Mapelli e tutta la squadra Nonviolenti per passione, Daniele Cesare, Massimo Plazzotta, Claudio Agostani, Paolo Maggioni, Rossana Papagni, Giorgio D’Andrea, Michele Premoli, Mario di Gorgonzola, Laura Di Martino, la Polisportiva di Opera, l’arbitro, le forze dell’ordine, i giocatori….e soprattutto i ragazzini rom del campo.